Diego Valente

Il mio viaggio attraverso il mondo della musica è partito da un’avventura giovanile che mi ha portato a spaziare dal rock allo stile classico. L’approccio alla musica è avvenuto grazie ai 45 giri rock di mio padre e la sua chitarra fu il mio primo strumento. Ho iniziato da autodidatta ricavando gli accordi dalle canzoni per poi formare, intorno ai 17 anni, la mia prima band rock. Uscito dalle mura della cantina in cui provavamo, ho cominciato a esibirmi nei pub della mia città – Curitiba, in Brasile – dove ho ricevuto le prime soddisfazioni in qualità di musicista.

A un certo punto ho avvertito la necessità di spingermi al di là della musica che caratterizzava le nostre serate nei locali e mi sono iscritto al Conservatório de Música ‘Villa-Lobos’ de Curitiba. Mentre procedevo con gli studi di chitarra classica, sotto la guida del M° Valdomiro Prodóssimo, ho preso a suonare all’interno di formazioni cameristiche, partecipare a programmi televisivi, proporre concerti e altre attività nell’ambito della musica colta. Nonostante ciò, ho sempre voluto mantenere un legame con il rock e con la musica popolare brasiliana; questo mi ha permesso di coltivare pratiche musicali come l’improvvisazione.

Dopo alcuni anni di Conservatorio, il mio insegnante di chitarra mi ha spronato ad approfondire gli studi di armonia e analisi musicale con il M° Osvaldo Colarusso. Con lui ho avuto modo di approcciare la scrittura della musica, tema che mi ha portato ad avvicinarmi allo studio di due strumenti per me nuovi: il pianoforte e il violoncello.

La musica colta arrivava così a occupare una parte considerevole della mia attività e a quel punto non mi restava che stabilirmi in Europa per proseguire gli studi. Le mie origini italiane mi hanno spinto a scegliere l’Italia per percorrere la strada della composizione. L’obiettivo non era quello di diventare un compositore ma di ampliare la mia conoscenza riguardo alla scrittura musicale. Nel 2010 ho intrapreso gli studi di composizione presso il Conservatorio di Musica ‘Antonio Vivaldi’ di Alessandria sotto la guida del M° Paolo Ferrara.

Il mio rapporto con lo studio della composizione ha trovato nell’attività corale il suo completamento. Cantando in coro ho riscontrato la corrispondenza pratica di una buona parte delle ‘regole’ di scrittura musicale che la storia ha codificato. Condivido in pieno la citazione del M° Marco Berrini (da cui sono stato diretto molte volte) secondo la quale “l’uomo è un essere monofonico dotato di un pensiero polifonico”; si tratta di una competenza molto importante per qualunque musicista, soprattutto per chi si dedica a scrivere musica.

La naturale conseguenza degli studi di composizione è stata l’approdo alla direzione, ambito in cui il Maestro Ferrara ha una vasta esperienza. Coordinare un insieme di musicisti mi ha permesso di espandere la memoria musicale, elemento fondamentale per chi si avvicina alla direzione.

La musica, sin dalle mie prime strimpellate, si è dimostrata un mezzo straordinario di connessione con sensazioni e sentimenti che senza di essa non avrei mai potuto raggiungere. Alla fine la sfida più grande che l’arte dei suoni mi ha imposto si è rivelata quella di imparare ad ascoltarla.

Share!